Dott. Emmanuele Caldarulo - Ecografie ed Infiltrazioni ecoguidate

Capsulite adesiva: cause e rimedi sindrome spalla congelata

Capsulite adesiva: cause e rimedi sindrome spalla congelata

La capsulite adesiva definita anche come sindrome della spalla congelata, è una patologia infiammatoria dolorosa, che con il tempo provoca una progressiva limitazione dei movimenti della spalla fino alla sua totale rigidità

È una patologia che colpisce soprattutto le donne tra i 35 e i 55 anni ed è caratterizzata da infiammazione  "restringimento" della capsula articolare, ovvero il "guscio" che riveste l’articolazione della spalla, provocando una riduzione della normale mobilità.

Alcuni studi hanno evidenziato una maggiore frequenza della patologia in persone affette da diabete, patologie tiroidee o malattie autoimmuni.

Quali sono le cause della spalla congelata?

Nella maggior parte dei casi è conseguenza di immobilità prolungata e forzata, in seguito a traumi, inverventi chirurgici o problematiche infiammatorie (tendinopatie della cuffia dei rotatori o tendinopatia calcifica) riconosciute e/o trattate tardivamente.

Nel 3% circa dei pazienti invece non è possibile individuare una causa statenante.

Con quali sintomi si manifesta?

La capsulite adesiva della spalla è caratterizzata da tre fasi:

  1. Fase di irrigidimento:
    dura 3-4 mesi e si verifica la progressiva perdita di movimento della spalla associata a dolore acuto.

  2. Fase della rigidità franca:
    dura 4-12 mesi e si ha una lieve riduzione del dolore, con marcata rigidità articolare

  3. Fase di scongelamento:
    dura 1-3 anni durante i quali si ha il recupero, totale o parziale del movimento con ritorno alla normalità.

Come si esegue la diagnosi?

La diagnosi di spalla congelata è fondamentalmente clinica e si esegue mediante visita ortopedica o fisiatrica.

Gli esami di imaging, in particolare l’esame ecografico dinamico o la RM possono essere utilizzati per evidenziare la presenza di eventuali condizioni patologiche associate, quali rotture o tendinopatie della cuffia dei rotatori.

Quali sono le opzioni terapeutiche?

È fondamentale un trattamento tempestivo della patologia, per ridurre rapidamente il dolore e favorire il recupero del movimento articolare.

Nella fase iniziale si deve trattare il dolore tramite terapia fisica (prevalentemente Laser, Ultrasuoni o Onda d’urto) associata ad eventuale infiltrazione ecoguidata di cortisonico o litoclasia percutanea ecoguidata (in caso di concomitante tendinopatia della cuffia o tendente calcifica) 

Appena possibile è necessario affidarsi al fisioterapista per il recupero funzionale dell’articolazione e dunque della mobilità tramite dei trattamenti di kinesi terapia, per evitare che la spalla si irrigidisca ulteriormente.

Nei casi più severi è consigliabile eseguire un ciclo di infiltrazioni nell’articolazione scapolo-omerale con acido ialuronico, al fine di agevolare il lavoro del fisioterapista ed accelerare il recupero della mobilità articolare.

In casi rari, quando i trattamenti conservativi non risultano essere efficaci e la patologia limita la quotidianità del paziente, si ricorre allo sblocco dell’articolazione in sala operatoria.

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